Spazio aereo a misura di APR

Conosciamo lo spazio aereo

Riprese con drone

Sei un pilota APR professionista o possiedi un APR Inoffensivo e regolarmente validato? Allora conosci l’esistenza e la classificazione dei diversi tipi di Spazio Aereo. Sei quindi consapevole delle zone dove il tuo drone potrà volare senza adempimenti aggiuntivi e di quelle che richiedono invece specifiche autorizzazioni da parte degli Enti preposti. E’ sempre utile, però, tenersi aggiornati sugli spazi aerei e sulle regole da rispettare in ciascuno di essi.

Leggere una Carta Aeronautica

Come prima cosa è bene saper leggere una carta Aeronautica e la documentazione che la correda. Questo si può fare sul portale informativo dell’ ENAV; il servizio è gratuito, ma per usufruirne è necessario registrarsi.

Le informazioni che riguardano l’aviazione civile – e quindi anche i nostri droni – sono contenute nella cosiddetta Aeronautical Information Publication(AIP). La documentazione è periodicamente pubblicata in cartaceo ma ovviamente anche online. E’ sempre meglio quindi far riferimento alle versioni sul Web, che presentano un migliore livello di aggiornamento. In questa sede, l’Operatore SAPR e il personale operativo potranno trovare tutte le informazioni necessarie al volo: cartografie, regole dell’aria, NOTAM, dati tecnici sugli aeroporti, ecc…A questo Link puoi trovare la CARTOGRAFIA AERONAUTICA.
Una volta entrati nella sezione AIP selezioniamo ENR.6.3.1  e per iniziare possiamo notare le macro aree  suddivise in 6 settori e i codici delle carte riportano la lettera LI, sigla ICAO dell’Italia: LI1 Nord – LI2 Centro – LI3 Sud – LI4 isole ecc..


CTR (Control Zone – Zona Controllata)


Spazio aereo controllato che si estende verso l’alto dalla superficie terrestre fino ad un determinato livello superiore (definizione ICAO).

Il CTR è uno spazio aereo sempre controllato, al cui interno vengono forniti l’ATC, il FIS e l’ALS da un Approach Control ( APP ) – Controllo di Avvicinamento, che può avvalersi o meno dell’ausilio del Radar; il CTR ha dimensioni definite, stabilite in base a necessità ATC e geografiche, e può essere suddiviso in più settori, i quali possono partire, tranne uno, anche da livelli posti al di sopra della superficie terrestre.

Viene istituito in prossimità di uno o più aeroporti sui quali insiste un intenso flusso di traffico, tale da richiedere uno spazio ed un ente adeguati a gestire con sicurezza e speditezza tale flusso, sia in arrivo che in partenza, da tali aeroporti.

Per quanto riguarda la classificazione, i CTR civili controllati dall’Ente Nazionale Assistenza al Volo (ENAV S.p.A.) sono, salvo eccezioni, classificati “C” o “D”, i CTR militari controllati dall’Aeronautica Militare Italiana (AMI) sono classificati “D” dalla superficie terrestre fino a FL (Flight Level – Livello di Volo) 195 e “C” da tale livello fino al loro limite superiore.

Il volo per i droni registrati all’interno dei CTR è concesso entro  i 70m AGL e fino a una distanza di 200m dal pilota remoto. E’ possibile tuttavia effettuare operazioni oltre il limite concesso e previsto dal regolamento richiedendo una riserva dello spazio aereo temporanea (NOTAM).


ATZ (AerodromeTraffic Zone)


E’, in sostanza, l’area dove si concentra il traffico in atterraggio e in decollo da un aeroporto. Proprio per questo motivo, le ATZ sono generalmente stabilite con limite inferiore al terreno e quindi sono dei “recinti” all’interno dei quali l’intero traffico che si muove deve essere sotto controllo.
In linea generale, il volo di APR all’interno delle ATZ è vietato; nondimeno, è possibile inoltrare richiesta di autorizzazione alla Direzione Spazio Aereo. Essa valuterà caso per caso la fattibilità delle operazioni e fornirà le prescrizioni adeguate pubblicando un NOTAM.


P ZONE (Prohibited Zone)


Sono anche dette “zone Papa” e sono le porzioni di spazio aereo alle quali non è normalmente possibile accedere in quanto “vietate”.

Sul territorio italiano ve ne sono molte, stabilite spesso per motivi di sicurezza o di tutela. In  molti casi le zone P sono associate a qualche specifico oggetto (edifici, impianti, porzioni di territorio soggette a  speciale tutela) al suolo.

Conseguentemente, le P zones partono generalmente da terra e quindi incidono molto sull’attività dei SAPR: se il luogo dove hai necessità di volare è a immediato ridosso di una “Papa”, devi assicurarti di non varcarne inavvertitamente il confine.

Un esempio famoso è costituito dalle zone P stabilite su Roma, il cui scopo è impedire il sorvolo di edifici e zone considerate, per vari motivi, particolarmente sensibili ai fini della pubblica sicurezza. Nelle zone Papa è comunque possibile volare previa autorizzazione delle competenti autorità, fra le quali si annoverano in molti casi anche istituzioni ed enti diversi da quelli aeronautici (tornando all’esempio di prima, nelle zone P di Roma Centro un referente primario per l’autorizzazione è la Prefettura).


R ZONE (Restricted Zone)


Dette anche “zone Romeo”. Sono porzioni di spazio aereo riservate per attività aeronautiche di qualche tipo – generalmente militare.

Dal punto di vista dell’operatore SAPR che deve lavorare in un certo luogo, le zone R possono incidere oppure no ed è necessario esaminare con particolare attenzione le informazioni della cartografia. Se infatti è vero che le “Romeo” sono spesso molto ampie, è anche vero che solo in alcuni casi partono effettivamente da terra. Inoltre, le restrizioni possono avere dei limiti temporali di attività (ad esempio una “R” può essere dichiarata come attiva in certi momenti e non attiva in altri).

Quindi se devi operare al di sotto di una “R”, o quando non è attiva, e non sussistono altri impedimenti legati allo spazio aereo, è possibile che in effetti non ci siano complicazioni dal punto di vista autorizzativo. Se per qualche motivo, invece, devi effettivamente lavorare all’interno del volume di  una  zona R attiva, anche in questo caso sarà necessario, oltre che inoltrare specifiche richieste di autorizzazione agli enti aeronautici civili, anche far riferimento alle autorità che regolano le attività per le quali è stata stabilita la restrizione d’area.


D ZONE (Dangerous Zone)


Comunemente dette “zone Delta”. Sono porzioni di spazio aereo considerate, per vari motivi, pericolose per il traffico aereo e anche queste sono ovviamente interdette ai droni, salvo specifiche autorizzazioni.

La pericolosità è legata, anche in questo caso, a specifiche condizioni che si riscontrano nell’area (una tipica zona D è un poligono di tiro a fuoco delle Forze Armate); queste condizioni possono essere legate a limiti di quota (ma molto spesso, partono dalla superficie -SFC- e quindi impattano facilmente sull’attività dei SAPR);  o a limiti di tempo.

Anche per questo tipo di zona vale quindi il principio che ricordavamo prima: l’analisi della cartografia e della documentazione può agevolare di molto la comprensione di quello che c’è intorno.

Come in tutti gli altri casi, è pur sempre possibile inoltrare domande di autorizzazione agli enti aeronautici e a quelli che regolano le attività nelle zone D.

E’ necessario considerare altre zone dove è richiesta la nostra attenzione prima di effettuare operazioni specializzate con APR.
Le zone di seguito elencate limitano il volo degli aeromobili per motivi di carattere militare o Civile, per attività di addestramento o per preservare una zona naturalistica protetta. Per andare in volo Regolarmente in una di queste zone, è richiesta un’ autorizzazione da parte delle autorità competenti.


Area paracadutismo


Zone naturalistiche Protette


Zone di attività acrobatiche


Zone di addestramento militare


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